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Digital divide, una sfida da vincere

Inviato da su 29 marzo 2010 – 16:00

Competitività e risorse, senza infrastrutture non c’è crescita
Fare rete. Slogan forse abusato, ma ancora una volta vero, se si guarda lo stato delle infrastrutture informatiche e all’utilizzo dell’Internet da parte dei cittadini e delle imprese italiane.
Un fattore cruciale per la competitività del sistema e per i tempi di ripresa dalla crisi, che invece mostra diversi punti di frattura tra le regioni e, al loro interno, tra singole aree; tra le attività economiche, tra queste e la pubblica amministrazione, nonché tra i singoli attori, in termini di competenze e di crescita professionale.
L’insieme di questi divari, il cosiddetto “digital divide”, evidenzia un ritardo che rischia di deprimere l’economia anziché riscattarla.
Se nel mondo sale rapidamente la diffusione delle tecnologie informatiche e telecomunicative – che, tra l’altro, crescono anche in complessità offrendo prestazioni multimediali sempre più interconnesse –, non così velocemente cresce l’infrastruttura, l’autostrada informatica su cui far viaggiare le innovazioni digitali. E’ come avere un’auto potente e vivere in un territorio solcato da strade sterrate.
In particolare, resta indietro la copertura della banda larga, l’Adsl, che, secondo il rapporto Caio 2009, ancora esclude il 12 per cento della popolazione, vale a dire 7,5 milioni di italiani. Ma i dati sull’effettivo utilizzo dell’Internet veloce risultano ancora più ridotti: solo 10 milioni di cittadini, ovvero la metà degli utilizzatori totali della rete. Un livello di penetrazione tra i più bassi dell’area Ocse, sul quale influisce fortemente la bassa diffusione di Pc nelle famiglie (solo il 49 per cento), concentrata soprattutto in quelle con figli giovani (74 per cento) e con capofamiglia imprenditore, dirigente o professionista (83 per cento).
La copertura Adsl tramite rete mobile non compensa tale frattura digitale, in quanto copre solo l’1 per cento della popolazione, essendo diffusa soprattutto nelle zone già coperte dalla rete fissa, vale a dire le aree metropolitane (continua…) 

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IES, Industria e Sviluppo
n.2 marzo-aprile 2010

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