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Parte dai servizi innovativi il rilancio dell’economia

Inviato da su 29 marzo 2010 – 10:59

E’ necessario avviare con urgenza un programma d’innovazione industriale per lo sviluppo di piattaforme digitali.

Parlano chiaro i dati del “Rapporto 2009 Italia Digitale”: è necessario realizzare un progetto di sistema che coinvolga domanda e offerta, che consenta di superare, in tempi certi, il ritardo digitale che, nel nostro Paese, penalizza tutte le componenti della società civile, imprese incluse.
Il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri, durante la presentazione dell’“Osservatorio Italia Digitale 2.0”, realizzato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici in collaborazione con il Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica, ha chiesto al Governo di “seguire il “fil rouge” che si ricava dal Rapporto 2009 Italia Digitale, elaborato con il Dipartimento, per recuperare il ritardo nell’offerta in rete di servizi pubblici e privati a cittadini ed imprese, sottolineando il fondamentale ruolo di stimolo che la pubblica Amministrazione ha nel loro sviluppo, al fine di migliorare nettamente le condizioni dei cittadini e delle imprese e portare consistenti risparmi alla spesa pubblica corrente”. Pileri ha proseguito sollecitando affinché  “a fianco dello sforzo che il Paese sta compiendo per superare il ‘digital divide’, venga accelerata la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazioni di nuova generazione per non incorrere in futuri ritardi”.
Ennio Lucarelli, Delegato della Presidente di Confindustria per le Tecnologie Digitali per le Imprese nel quadro di Industria 2015, propone di “avviare con urgenza un programma d’innovazione industriale italiano per lo sviluppo di piattaforme digitali a sostegno di Settori, Filiere, Distretti, Cluster, Reti d’imprese per aumentarne la produttività, ormai stazionaria da anni, e recuperare la caduta delle esportazioni sui mercati internazionali”.
Il focus dell’Osservatorio evidenzia la necessità di incrementare l’uso delle tecnologie on-line da parte di imprese e famiglie e di trasformare la Rete da strumento di comunicazione a interfaccia fondamentale per l’erogazione di servizi interattivi ai cittadini e alle imprese. Questa esigenza nasce dal ritardo che ancora esiste in Italia nell’utilizzo di Internet per lo sviluppo di una Società dell’Informazione e della Conoscenza.
Ecco i dati più rilevanti del Rapporto:
La rete è “abitata” da meno del 50% degli italiani
• Solo il 47% della popolazione tra 15 e 74 anni (21,6 milioni nel 2008) accede tramite internet ai servizi disponibili on-line;
• 1/3 delle aziende continua a non essere in rete, e tra le microimprese il tasso sale al 43%. La diffusione di piattaforme ICT di base (PC, banda larga, sito web, software) nella fascia di imprese sopra i 50 dipendenti vede l’Italia sostanzialmente allineata rispetto alla media dei 27 paesi UE.
In generale l’innovazione digitale è ancora poco associata alla possibilità di sviluppare il business;
• Collegamenti in mobilità: nella seconda metà del 2008 gli utenti connessi sono stati 6 milioni di individui, ovvero il 28% degli utenti internet a fine anno. L’utilizzo di internet mobile appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti). (continua…)

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 (Tratto da IES Industria e Sviluppo n.2 marzo-aprile 2010 – pg. 16-17 rubrica ‘Inchiesta’)