Cambio di marcia per i servizi pubblici: aziende più grandi e quote (di minoranza) ai privati
Intervista al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi
“Basta con i localismi. Non si torna alle municipalizzate, impossibile ormai la grande holding unica. Faremo società miste di dimensione regionale, una per ogni settore”
Nel dibattito tra pubblico e privato, Enrico Rossi guarda alla “terza via” come alla strada da percorrere per far crescere il settore dei servizi. “Per le public utilities – dice il presidente della Regione Toscana
- il modello da preferire è quello misto.
Non si può condannare la rendita senza dare opportunità d’investire risorse in attività produttive, che creano posti di lavoro e sviluppo.
Una cosa è certa – aggiunge – su questo fronte, abbiamo molto terreno da recuperare”.
A cosa si riferisce?
All’eccessiva frammentazione del nostro mercato, alla dimensione modesta delle troppe società di servizi, alla mancanza di soggetti in grado di svolgere un ruolo non solo locale,
come accade in altre regioni, dall’Emilia alla Lombardia al Lazio.
Corriamo seriamente il rischio di essere colonizzati, cioè le nostre aziende possono diventare facili prede. Sarebbe un guaio, e non perché sono contrario all’arrivo di capitali “non toscani”, ma perché perderremmo l’opportunità di sviluppare centri decisionali e competenze sul nostro territorio. Ecco il motivo per cui dico che dobbiamo puntare a consolidare realtà più importanti nei diversi servizi. E va fatto rapidamente.
Sta pensando alla holding regionale unica, di cui si è parlato spesso?
Mi pare un obiettivo difficile da concretizzare: penso piuttosto ad aggregazioni per settore. Ci vuole concretezza ed è inutile vagheggiare formule che poi si scontrano con la realtà dei fatti. Il ritardo accumulato è figlio del localismo, della difesa dei campanili eanche di un certo conservatorismo culturale.
E’ indispensabile rompere questa sorta di immobilismo e la formula migliore, ripeto, è (continua…)
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(Tratto da IES Industria e Sviluppo n.3 maggio-giugno 2010 – pg. 23-24 rubrica ‘L’intervista’)
