Basta con le invasioni di campo
Il pubblico abbandoni i settori “eccentrici”
Il tema scelto per questo numero di “IES-Industria e Sviluppo” – cioè la partecipazione, spesso maggioritaria, delle amministrazioni locali in società di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali – è di rilevante interesse per Confindustria Toscana.
È una questione che si inquadra nel ragionamento più generale sulla concorrenza e l’apertura dei mercati che abbiamo riproposto anche in occasione della recente campagna elettorale regionale, e che consideriamo uno dei perni veri del cambiamento.
In breve: gli imprenditori hanno chiesto più mercato, efficienza e concorrenza nel settore dei servizi pubblici, dove va favorita – anche in Toscana – la nascita di “campioni nazionali”, operando scelte gestionali di carattere industriale e arrivando alla quotazione dei soggetti principali.
Ma la richiesta ha riguardato anche quei soggetti a prevalente capitale pubblico, che operano in una grande varietà di settori “eccentrici”, dall’informatica all’alimentare; e dove la “non contendibilità” del controllo ha consentito spesso la sopravvivenza artificiale di mediocri operazioni imprenditoriali o il galleggiamento di gestioni inefficienti, con iniezioni continue di risorse pubbliche.
La concorrenza è un bene pubblico, indispensabile per il buon funzionamento dell’ambiente economico. È ora di lanciare, in Toscana come in Italia, una campagna per la concorrenza che esca dalle intenzioni del «si dovrebbe». Confindustria è convinta che la competitività delle imprese cresca solo quando queste possono operare in contesti altrettanto competitivi e innovativi.
Prendiamo, ad esempio, il settore dei servizi: essi rappresentano il 70% del valore aggiunto; e sono spesso utilizzati come impieghi intermedi, per la produzione di altri beni o servizi. Dato che costituiscono una parte significativa degli input impiegati per la produzione di beni (in Italia, incidono per quasi il 40% sulla produzione manifatturiera), le loro inefficienze condizionano la competitività dello stesso settore industriale.
È dunque evidente che il corretto funzionamento dei mercati dei servizi sia essenziale per la crescita di tutto il sistema; e che la rimozione dei fattori che possono limitarne lo sviluppo sia la base di ogni efficace politica industriale. (continua…)
Scarica la versione integrale dell’articolo in formato PDF
(Tratto da IES Industria e Sviluppo n.3 maggio-giugno 2010 – pg. 7 rubrica ‘Editoriale’)
