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Apriamo la stagione del marketing integrato sul territorio

Inviato da su 26 luglio 2010 – 18:37

REGIONE, UNIONCAMERE E IMPRENDITORI INSIEME PER IL RILANCIO DEL TURISMO IN TOSCANA.
La Toscana in questi ultimi tre anni, ha visto repentinamente cambiare lo scenario relativo ai flussi turistici.
Secondo i dati dell’Istituto Regionale della Programmazione Economica, il comparto turistico toscano ha affrontato la recessione internazionale in maniera più contenuta rispetto alla media nazionale, ma ugualmente è stata registrata una flessione del numero di presenze. Secondo le rilevazioni IRPET 2009 infatti, la diminuzione complessiva dell’incoming in Toscana è stata pari allo 0,7% contro il 4,7% nazionale: occorre sottolineare anche la perdita di 707 mila presenze straniere pari al -3,6% (-4,7% il dato medio in Italia) mentre aumentano nel 2009 le presenze italiane in controtendenza (+2%) rispetto al dato complessivo (-4,1%). L’evoluzione delle prenotazioni on-line permette oggi al turista di prenotare dal proprio computer attraverso le OLTA (on line travel agent), Expedia, Booking … con il conseguente immediato calcolo del rapporto qualità/ prezzo.
Questo scenario e possibilità altissima di scelta ha coinvolto tutte le destinazioni mondiali, ma la Toscana ne ha sofferto ancora di più poiché sono 10 anni che assistiamo ad una crescita di posti letto che non si è mostrata in linea con l’incoming effettivo, in particolare dall’estero. E’ l’effetto della mancanza di una adeguata visione prospettica che ha portato ad una carenza di programmazione di settore collegata ad una politica di marketing territoriale insuffi – ciente a competere con altri territori emergenti. Il solo decantare le bellezze del territorio non basta più, sono necessarie azioni forti, investimenti in comunicazione e aggiornamento costante del messaggio promozionale.
Le amministrazioni locali si sono quindi mosse in ordine sparso e, forse troppo preoccupate dell’incasso degli oneri di urbanizzazione delle attività ricettive in particolare extra alberghiere, hanno favorito una crescita di strutture che, secondo l’IRPET dal 2003 al 2009 sono passate da 5.775 a 9.558. Una proliferazione di attività, spesso estemporanea, che si è tradotta in azioni di dumping tariffario con conseguente crollo della redditività del settore valutato in 2 punti percentuali, passato cioè dal 5,1% del 2006 al 3,4% del 2008. Poi c’è da considerare il sommerso come falsi agriturismo che effettuano anche attività di affi ttacamere senza licenza. Il nostro turismo soffre, principalmente della mancanza di una Cabina di Regia che sovrintenda alla programmazione e che veda coinvolti, oltre agli Assessorati, gli Imprenditori del settore che soli hanno il polso vero del mercato.
Ma anche per la carenza di infrastrutture fi siche adeguate come di quelle digitali che non coprono il territorio toscano. Facilitare l’incoming signifi ca infatti abbreviare le distanze fi siche e quindi i tempi di percorrenza, ma anche le possibilità di contatto e di interrelazione attraverso il web.
Altro punto, che attiene all’adeguamento delle strategie, è l’accesso ai dati degli Osservatori turistici oggi troppo datati: per prevedere i fl ussi e orientare le attività di marketing le imprese alberghiere devono essere messe in grado di acquisire le statistiche massimo entro 15 giorni dalla fi ne del mese. Necessità che non sembra di diffi cile risposta in quanto i dati forniti in via telematica dalle aziende alle Province avvengono giornalmente. Infi ne ultimo, ma non ultimo, il gap che riguarda i servizi collaterali che hanno spesso costi troppo elevati e le strutture della ristorazione non sempre in linea nel rapporto qualità/ prezzo come additato dalla stampa estera. Permane cioè troppa propensione al contingente; se è vero che abbiamo località, piazze e strutture fra le più belle d’Europa è altrettanto vero che il turista è una risorsa ma di più lungo periodo, sia perché ritorni che perché veicoli un messaggio positivo capace di favorire ulteriori visitatori. Questi sono i punti su cui concentrare l’attenzione, perché il settore è chiamato a competere nel suo insieme e la competitività non passa più per il singolo ma si è spostata ai territori.
Quindi facilità di accesso, offerta adeguata e diversifi cata, elevato livello di accoglienza e presenza di eventi programmati nel tempo anche in ambito culturale ben comunicati e pubblicizzati sono plus competitivi per il rilancio. Non resta che auspicare una maggiore attenzione a questi temi e l’avvio di un’azione politica mirata ed integrata del territorio toscano, che faccia premio sulla interconnessione e l’interazione fra turismo e le eccellenze del territorio, sia che si parli di paesaggio, cultura o attività produttive. Penso che a questo proposito un ruolo determinante e di governo possano svolgerlo insieme Regione, Unioncamere e imprenditori.
(Tratto da “IES – Industria e Sviluppo” n. 4.2010)
IES, Industria e Sviluppo n. 4 luglio-agosto 2010
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