E’ l’ora di rimboccarsi le maniche per attrarre turisti e imprese
Alessandro Colombini, presidente del Comitato Giovani di Confindustria Toscana, chiede più infrastrutture e meno burocrazia. Ma anche una strategia di marketing mirata per promuovere il prodotto-Toscana.
di Cesare Peruzzi, giornalista “Sole 24 Ore”
Arte, conoscenza e saper fare sono le tre carte che la Toscana può giocare sul tavolo dello sviluppo. Da qui bisogna ripartire per cercare d’invertire quel trend declinante (in termini di ricchezza ma anche di appeal) che la regione ha imboccato da oltre un decennio, e che la crisi mondiale minaccia di aggravare. Per Alessandro Colombini, 39 anni, amministratore della Eurosak di Lucca e dall’ottobre 2008 presidente del comitato Giovani di Confindustria Toscana, è importante attrarre investimenti dall’estero, ma soprattutto diventa decisivo riuscire a trattenerli. “Il multinazionalismo passivo è il primo obiettivo a cui mirare – dice – e il settore turistico può rappresentare un ottimo banco di prova, oltre che un volano economico”.
Cosa intende per “multinazionalismo passivo”?
La capacità di un territorio di essere attrattivo. I fattori che determinano questa qualità sono di carattere infrastrutturale, ma anche burocratico-amministrativo. In altre parole, il multinazionalismo passivo si può misurare con il grado di efficienza e di competitività. La forza delle imprese è proporzionata alla loro capacità di muoversi sui mercati del mondo, di essere internazionali. Ma la forza di un territorio si esprime attraverso l’appeal che esercita sulle persone e sui capitali stranieri. E, da questo punto di vista, la Toscana deve rimboccarsi le maniche.
Da dove cominciare?
C’è una carenza di dotazioni infrastrutturali che pesa sulla competitività delle imprese. Basta guardare la situazione del nostro sistema aeroportuale: un adeguamento dello scalo fiorentino non è più rinviabile, così come credo sia necessario arrivare a una sorta d’integrazione con l’aeroporto di Pisa e con gli altri scali regionali. La Toscana deve riuscire a realizzare una rete di servizi alla mobilità in linea con i migliori standard internazionali. Questo vale anche per il trasporto ferroviario e stradale.
Il governatore Enrico Rossi ha detto di voler accelerare gli interventi…
E’ una posizione che abbiamo apprezzato. Così come dobbiamo applaudire alla riforma della struttura regionale, con conseguente riduzione del numero di dirigenti, varata nei mesi scorsi. Tutto ciò che va nella direzione di ridurre il costo della Pubblica amministrazione e di rendere più snella la burocrazia, deve essere benvenuto. Le istituzioni hanno anche il compito di essere più accoglienti nei confronti di chi vuole investire nella nostra regione. Oggi non è così: troppe lungaggini e troppe incertezza finiscono per scoraggiare. Le dichiarazioni di Rossi sono comunque positive e fanno ben sperare. Adesso mi aspetto atti concreti, per esempio sul fronte della promozione del territorio.
Quella attuale non la soddisfa?
L’immagine della Toscana non è focalizzata. Troppi campanili, troppe iniziative, troppi soggetti in campo: non riusciamo a fare sistema neppure nel marketing territoriale. Deve essere ripensata la strategia. E occorre che le risorse siano concentrate su obiettivi mirati. Mi auguro che sia possibile arrivare a una gestione nuova del “prodotto Toscana”, con un miglior coordinamento tra la parte pubblica e il fronte dei privati. Bisogna ripartire dai grandi eventi: producendoli o ospitandoli, perché a livello internazionale è l’unico modo per far sì che il mondo si accorga di noi… (continua)
IES, Industria e Sviluppo n. 4 luglio-agosto 2010
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